Sweetie, la bambina virtuale contro al pedofilia via webcam, http://www.youtube.com/sweetie

imagesErano disposti a pagarla in cambio di atti sessuali davanti alla webcam. Ma lei, Sweetie, per fortuna era solo una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, che ha consegnato alla polizia i dati delle persone identificate, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate mentre colloquiavano in chat. Le registrazioni video delle conversazioni sono state consegnate all’Interpol.

 

Un metodo innovativo. “Quella di oggi è la dimostrazione di come pedofili e sfruttatori di bambini possano agire indisturbati nella rete, ma anche di come sia facile rintracciarli”, ha detto Raffaele K. Salinari, Presidente di Terre des Hommes. Per creare Sweetie, i ricercatori hanno utilizzato una tecnologia innovativa. Presente in varie chat pubbliche, in poco tempo la bambina è stata abbordata da migliaia di utenti in tutto il mondo che le chiedevano prestazioni sessuali online. Interagendo con gli adulti, i ricercatori hanno raccolto varie informazioni dai social network, scoprendo le loro vere identità.

 

TdH ha anche lanciato una petizione internazionale per fare pressione sui governi affinché mettano in atto politiche investigative specifiche e, per descrivere il processo d’identificazione dei pedofili online, è stato realizzato un breve documentario.

 

“Turismo sessuale” via webcam. Concluso l’esperimento, l’organizzazione per i diritti dei bambini ha subito lanciato l’allarme su questa nuova forma di sfruttamento minorile ancora poco nota, ma che si sta diffondendo rapidamente, il “turismo sessuale” tramite webcam, noto anche come WCST (Webcam Child Sex Tourism), che si ha quando gli adulti pagano per dirigere e vedere riprese video dal vivo di bambini di altri Paesi che compiono atti sessuali davanti a una webcam. Nelle sole Filippine sono infatti già decine di migliaia i bambini vittime di questo fenomeno ma non vi è motivo di credere che esso non abbia luogo anche in altri Paesi, in particolare nel Sud Est Asiatico, dove il numero di accessi a internet è in crescita ed esiste una potente infrastruttura criminale basata sullo sfruttamento sessuale dei bambini e sul traffico di persone.

 

La natura di queste prestazioni varia in funzione delle richieste dei predatori. I bambini vittime del WCST nelle Filippine riferiscono che posano nudi, mostrano parti del corpo intime, si masturbano e talvolta praticano sesso con altri su richiesta dei predatori in un altro Paese che pagano per vedere e dirigere questi atti sessuali. Il WCST rappresenta la confluenza fra due forme di sfruttamento sessuale infantile: la pornografia infantile e la prostituzione infantile. Pertanto, anche se la legislazione internazionale e la maggior parte delle legislazioni nazionali vietano il WCST, questa forma di abuso sessuale diventa sempre più comune.

 

“La polizia non agisce senza una denuncia”. Nonostante il “turismo sessuale” minorile tramite webcam sia proibito dalle leggi della maggior parte dei Paesi, solo 6 pedofili online sono stati finora messi in prigione per questo crimine. “Non è un problema di mancanza di leggi”, spiega Hans Guyt, responsabile della campagna di Terre des Hommes Olanda. “Le Nazioni Unite hanno stilato delle norme che rendono illegale questo tipo di violenza sui bambini quasi in ogni parte del mondo. Ma il problema maggiore è che la polizia non intraprende azioni finché le vittime non sporgono denuncia. Com’è ovvio, i bambini non riescono quasi mai a denunciare questo tipo di crimini, perché di solito provengono da famiglie molto povere e vengono costretti dagli adulti a prostituirsi online. A volte dovrebbero testimoniare contro la loro stessa famiglia, cosa quasi impossibile”.

 

Danni psicologici devastanti. Altri studi di Terre des Hommes mostrano come il “turismo sessuale” minorile tramite webcam sia in grado di devastare la psiche delle vittime in modo analogo ad un abuso fisico. I bambini coinvolti soffrono di mancanza d’autostima e depressione, mostrano sintomi di stress post-traumatico, spesso sentono vergogna e hanno sensi di colpa per ciò che fanno; hanno comportamenti autodistruttivi, usano droghe o alcool per rilassarsi e trovare una via di fuga dai loro problemi.

 

Il numero di bambini sfruttati attraverso le webcam è purtroppo destinato a salire, dato che questo fenomeno soddisfa la domanda globale di prestazioni sessuali online con bambini. Il crescente accesso a internet a basso costo nei Paesi in via di sviluppo, inoltre, renderà sempre più facile questo tipo di sfruttamento. Secondo le Nazioni Unite e l’FBI, ad ogni ora del giorno ci sono almeno 750mila pedofili connessi on line.

 

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