Sbarchi a Lampedusa, da Il Manifesto 2-4-2013

Lo stato di eccezione permanente in cui è entrata la politica italiana agisce come una cortina di ferro dietro la quale sono permesse procedure che violano totalmente alcune leggi del Paese, specialmente quando sono a protezione di quei deboli che non hanno la possibilità di farsi sentire oltre la cacofonia delle voci istituzionali che affollano i media mainstream. Nello specifico parliamo della situazione cui versano decine di minori stranieri non accompagnati che in questi giorni sono giunti nel nostro territorio con l’intensificarsi degli sbarchi in Sicilia. Le notizie trapelate ci dicono di una “velocizzazione” delle procedure di accertamento della minore età in assenza degli operatori di Presidium, cioè della struttura che assicura l’accoglienza ed il sostegno ai richiedenti asilo, come pure nel vuoto di organizzazioni come la scrivente che si occupa del sostegno giuridico ai minori stranieri non accompagnati. Gli accertamenti sui minori dunque non vengono sostenuti dalle dovute informazioni sui loro diritti e desta allarme la concreta possibilità che ci fossero minori tra le persone espulse in questi giorni. In particolare va denunciata come illegittima la pratica di considerare maggiorenni i ragazzi egiziani che abbiano compiuto 18 anni, in quanto nel loro Paese la maggiore età si raggiunge al compimento del 21esimo anno. Secondo la normativa italiana, infatti, la maggiore età deve essere stabilita in base alla legge dello Stato di cui hanno la cittadinanza (vedi art. 42 della legge 218/95). Dato il riconosciuto clima di violenza che vive l’Egitto in questo periodo, in particolare nei confronti della comunità cristiana copta, è particolarmente importante che i migranti fuggiti da quel Paese, minori compresi, possano eventualmente accedere alle procedure di protezione internazionale, e non essere trattati al di fuori delle stesse leggi italiane. Per questo, in attesa che la querelle istituzionale si chiarisca, e che un nuovo Ministro degli Esteri venga nominato, chiediamo al Ministro degli Interni Cancellieri, al Presidente del Senato Grasso e alla Presidente della Camera Boldrini di esercitare le loro prerogative affinché almeno le leggi italiane sull’accoglienza vengano rispettate. In questo momento di vacanza governativa, o almeno di un esecutivo con un mandato pieno, temiamo vuoti di attenzione che potrebbero ulteriormente compromettere l’immagine dell’Italia riguardo al rispetto della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, ed auspichiamo quindi che la voce delle più alte cariche dello Stato si levi per presidiare la legalità delle norme di accoglienza dovute a quanti fuggono da un reale pericolo per la propria vita e chiedono asilo nel nostro Paese. Abbiamo detto più volte che la credibilità internazionale del Paese si misura anche dalla coerenza tra pratiche interne e rispetto delle Convenzioni internazionali, in questo caso sull’accoglienza, il diritto d’asilo, i diritti dell’infanzia e la lotta alla povertà ed all’esclusione sociale. Respingere in mare dei minori che fuggono da una situazione che mette a rischio la loro vita significa infine, non solo violare norme internazionali ma mostrare quanto l’imbarbarimento etico sia penetrato a fondo nelle istituzione che dovrebbero garantirlo.
Raffaele K. Salinari, Presidente Terre Des Hommes