Le mani dei servi lasciano le impronte dei padroni

Le mani dei servi lasciano le impronte dei padroni, si diceva una volta. Purtroppo questa evidenza non è mutata, anzi si è affermata sotto forma di sistematica disinformazione e distorsione dei fatti come politica comunicativa della maggioranza di Governo. Sul Giornale di giovedì scorso è apparso un articolo  a firma di Stefano Filippi nel quale si accusano alcune organizzazioni umanitarie, in realtà l’unica citata è la nostra, di lucrare fondi pubblici per inserire i profughi: “In un circuito di protezione. Spiegare loro quali diritti hanno. Fare loro conoscere mediatori culturali, interpreti, avvocati. Organizzare la permanenza nell’isola. Aiutarli a sfruttare ogni piega della legge per poter restare in Italia. Metterli in contatto con i familiari, perché devono sapere che in Italia c’è posto per tutti”. Questa sarebbe la colpa della nostra Organizzazione ed è, naturalmente, ancora più grave dato che tutto questo avverrebbe con soldi dei contribuenti. Ora, in primis mi corre l’obbligo di smentire l’informazione alla base dell’articolo e soprattutto del suo titolo : “Il business dei diritti umani: per le Onlus i clandestini ‘valgono’ 21 milioni”, dato che, almeno la nostra ONG opera a Lampedusa solo ed esclusivamente con fondi privati, e dunque l’informazione di partenza è sbagliata e distorta. Secondo, la nostra Ong non fa altro che informare i minori, perché è solo di essi che ci occupiamo, dei loro diritti, senza la conoscenza dei quali essi sarebbero in una posizione molto più debole degli adulti. Terzo ,se non lo facessimo, sarebbe l’Italia come nazione ad essere inadempiente rispetto ai suoi impegni internazionali, a partire dal rispetto della Convenzione Onu sui Diritti dell’infanzia. Sono settimane che chiediamo al Ministero degli Interni di poter riprendere la nostra attività preso i Centri di Lampedusa, di poter fare il nostro dovere, ma questa autorizzazione ci viene negata, e nessuna risposta chiara è stata sino ad ora data alle interrogazioni parlamentari su questo punto. Sarà un caso questo articolo, proprio ora che la situazione dei minori stranieri non accompagnati torna a farsi drammatica? O dobbiamo pensare a quello che ha dichiarato qualche giorno fa a Radio Padania la vice sindaco di Lampedusa, l’Onorevole della Lega Nord, Angela Maraventano quando, dando la linea ha affermato che le Organizzazioni  Umanitarie: “Informano esageratamente dei loro diritti gli immigrati, spingendoli così alla rivolta”, per poi concludere, come fa l’articolo del Giornale: “Chiederò al Governo il loro allontanamento dall’isola, poiché sono le associazioni umanitarie che, venendo a vedere come li trattiamo e come non li trattiamo, fomentano questi delinquenti e ne sostengono le battaglie”. Ecco allora l’eco giornalistico che riprende la linea Maraventano: “Molti dunque sfruttano l’emergenza per ottenere visibilità, rivendicare ideologie, attaccare il governo, e anche per fare soldi. Ogni carretta del mare approdata a Lampedusa mette in movimento un complesso apparato. I direttori operativi delle Onlus si precipitano, dettano appelli scandalizzati e li diffondono tramite solerti uffici stampa chiedendo interventi, trasferimenti, soldi, chiaramente in tempi improrogabili”. L’articolo cita anche i nostri legali che, essendo: “Tutti attivi nel campo dei diritti umani e spesso difensori di pacifisti e no-global (la genovese Alessandra Ballerini, legale segnalata da Terres des Hommes, si candidò con la sinistra alle regionali 2010)” sono evidentemente schierati contro il Governo e non a favore dei Diritti umani.  A fronte di queste falsità non ci resta che ribadire come operare per la tutela dei diritti dell’infanzia, come fa la nostra Fondazione da 50 anni, non significa operare contro il Governo italiano, ma svolgere un’importante azione di sollecitazione nei suoi confronti al rispetto delle leggi vigenti che, chiaramente, non possono essere soggette a interpretazioni di parte. Attivare le procedure per l’apertura della tutela e del rilascio del permesso di soggiorno per minore età, vuole dire, semmai, garantire la legalità ed il diritto di difesa, costituzionalmente previsto, anche in stato di emergenza. A Lampedusa abbiamo riscontrato alcune gravi violazioni della normativa italiana in materia di accoglienza dei minori stranieri e, come è nostro compito, le abbiamo prontamente segnalate alle autorità competenti per ristabilire lo stato di diritto. La denuncia del permanere delle violazioni è anch’essa un importante strumento di democrazia a cui non intendiamo né possiamo rinunciare, visto che si tratta della vita di adolescenti, bambini e perfino neonati, alcuni dei quali sono stati trattenuti anche 60 giorni in assenza di provvedimenti amministrativi e di convalide giudiziarie, all’interno di strutture in condizioni igienico-sanitarie assolutamente inadeguate. Purtroppo il risultato è che ci è stato negato, dopo tre mesi di strenuo lavoro, il rinnovo delle autorizzazioni a operare a Lampedusa. Ci scrive articoli come quello apparso sul Giornale, cerchi di guardare il mondo come può farlo uno di questi bambini e forse capirà la vera fonte di una informazione responsabile.

Raffaele K salinari, Presidente Terre des Hommes

 

pubblicato su Liberazione 8-10-2011