I bambini invisibili di Lampedusa

Forse perché non urlano la loro rabbia, forse perché non hanno nemmeno la forza di mostrasi ai media, ma i minori non accompagnati che in questi giorni sono stai portati via da Lampedusa, deportati verso altri luoghi ancora incerti, non hanno potuto avere l’attenzione e le cure che pure sono previste per loro dalle Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia. Erano circa duecento, infatti, i minori non accompagnati “ospitati” presso una struttura dell’isola, e sono rimasti pressoché inaccessibili sino ad ora, quando le informazioni, sempre frammentarie e difficilissime da verificare, hanno ricostruito i loro spostamenti dal luogo in cui sono rimasti per diverse settimane. La nostra organizzazione, insieme a tante altre, sta cercando, con l’appoggio dell’opposizione parlamentare, PD in particolare, a livello della Commissione infanzia, di spingere il Ministero degli Interni a rendere accessibili ed anche tracciabili questi minori che , per il loro stesso status, hanno assoluta necessità di essere assistiti, non solo per le cure sanitarie, ma anche a livello psicologico. Non è difficile, pensiamo, immaginare come può essere vulnerabile lo stato psichico di un minore che ha visto, ad esempio, morire i genitori nella traversata, o è stato imbarcato nella speranza di un futuro migliore lontano dai suoi affetti. E non dovrebbe essere difficile pensare alla tragedia di queste famiglie che si separano dai propri figli, spesso piccolissimi, per dare loro un orizzonte migliore. Adesso dove saranno trasferiti questi minori non accompagnati? Sarà possibile rintracciarli, renderli persone e non solo corpi ammassati nell’oscurità? Questo è anche il senso dell’interrogazione parlamentare che, speriamo, susciti la resipiscenza del Governo, e consenta finalmente alle Organizzazioni umanitarie di poter fare il loro dovere. Utilizzare la nuda vita di bambini per strumentalizzazioni politiche contingenti, ci sembra già di per sé un indicatore esattissimo della crisi morale di questa maggioranza. Dietro la politica dei “rubinetti chiusi”, infine, emerge un dato preoccupante per la sua ottusità e per il valore simbolico che porta con sé: dalle cifre presentate in questi giorni risulta che l’Italia ha ulteriormente ridotto la sua partecipazione agli gli aiuti allo sviluppo della UE, a partire proprio da quei paesi dai quali arrivano gli emigranti, i rifugiati, i richiedenti asilo, che non trovano nel nostro Paese nemmeno una legge che li tratti da tali ma solo una comma di una norma generale sull’immigrazione che prevede stati di eccezione. Questa assenza italiana, inoltre, abbassa tutta le media UE, mettendo a rischio la gia difficilissima, raggiungibilità degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, che altro non sono che il punto di partenza per un equilibrio globale tra vite umane. E così, di eccezione in eccezione, si crea nei fatti una nuova giurisprudenza, che parte dalla negazione dell’accesso ai rifugiati da parte dei Parlamentari di opposizione per arrivare ad escludere anche le Organizzazione umanitarie; uno “Stato di eccezione permanente” con il quale, non lo dimentichiamo, si installarono come cancri nel corpo delle democrazie, i totalitarismi del secolo scorso.
Raffaele K Salinari , Presidente Terre des Hommes

pubblicato sul Manifesto il 9-4-2011