“Diritti al Manifesto”, una proposta a sostegno del giornale

Centinaia e centinai di scrittori, saggisti, artisti di teatro, cinema, cabaret, ma anche critici letterari e d’arte, performers, musicisti, scultori, poeti, registi, in somma tutto il vasto cosmo delle «arti del tempo e dello spazio», secondo la classica definizione, hanno trovato nel manifesto e nel suo supplemento Alias, un’accoglienza attenta e, spesso, un sostegno importante. Molti dei nomi di questo universo, oggi più o meno noti, che, come si dice, “fanno opinione”, devono a questo giornale il loro lancio, la loro “scoperta”, a volte il semplice riconoscimento di una qualche originalità, a volte stigmatizzata, ma sempre motivata con gli argomenti di una visione culturalmente coerente, di una “scuola” di pensiero critico che è, in fondo, quella che fece nascere il giornale molti anni or sono. Ora è tempo di restituire almeno parte di questo debito, e farlo nella maniera più tangibile possibile, in altre parole dando parte dei propri diritti di autore al giornale in questo momento essenziale per la sua vita. “Diritti al Manifesto” dunque, una proposta semplice ma difficile da farsi (ci ricorda qualcosa?), ma che potrebbe rispondere a più esigenze. La prima: quella dei fondi per la vita del giornale. Io non so di preciso quanto guadagnano nomi importanti con le loro pubblicazioni, ma suppongo che, ad esempio, premi Nobel, o autori di grande notorietà che costruiscono storie di successo sulla figura di poliziotti onesti, possano contribuire non poco. Il secondo aspetto è quello della mobilitazione. In un momento di mortificazione dell’agire culturale ed artistico, tutto imprigionato nel buco nero del “fascio” catodico ed amputato dalla mannaia dei tagli (e dei crolli), possiamo pensare, anche in questo modo, il «ritorno delle lucciole», di cui Pasolini lamentava la scomparsa già trentacinque anni or sono? In altre parole catalizzare attorno a “Diritti al Manifesto” almeno una parte di quei bagliori sparsi che emettono le personalità artistiche, collimarli a sostegno di una testata che vorrebbe continuare ad ospitare le voci di questi eventi pulsanti? Come fare? Questa è già una lettera-appello. Aspetto che il giornale, ma soprattutto chi ho, modestamente, interpellato, cominci a rispondere…

Raffaele K.  Salinari

Pubblicato sul Manifesto il 12-11-2010