è uscito L'Altalena - anteprima online

Bute l’Argonauta, o del tuffo verso le sirene: perché Bute si tuffa e Ulisse no?

https://www.youtube.com/watch?v=JxJBEOgy2og&feature=youtu.be

 

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Video presentazione del libro L’Altalena, Milano 11-2-2105

https://www.youtube.com/watch?v=3E28rROxe8k&feature=share

Oltre Triton, da Il Manifesto 12-2-2015

I 330 morti al largo delle coste libiche serveranno a fermare l’inutile missione Triton? L’operazione «non è all’altezza dei compiti che deve svolgere» ha dichiarato il Commissario ai diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, aggiungendo che «la tragedia consumatasi nel Mediterraneo è un’altra sciagura che poteva essere evitata. L’Europa ha bisogno di un sistema di ricerca e salvataggio efficace». Torna drammaticamente alla ribalta dunque la chiusura dell’operazione Mare Nostrum che, con i suoi limiti, aveva comunque salvato migliaia di vite umane, come ha anche sottolineato Muiznieks affermando che l’Unione europea dovrebbe prenderla come esempio. Ma il Commissario non si è limitato a questo, ha anche voluto sottolineare come l’Europa dovrebbe cambiare approccio, «dando maggiore peso ai diritti umani, e non solo alla sicurezza», diversificando ed aumentando le vie legali cui le persone possono ricorrere per arrivare sul continente e chiedere asilo. La gestione dei flussi migratori è però solo uno degli aspetti di un quadro molto più complesso ed integrato composto da diversi tasselli: l’arco di crisi che abbraccia l’Europa dalla crisi ucraina sino alle guerre in medio oriente e nel nord Africa, include tra le sue cause il progressivo deterioramento delle politiche di aiuto alla sviluppo di matrice comunitaria, oramai ridotte ad un misero 0,3 % del bilancio UE, all’interno del quale spicca la maglia nera italiana con uno 0,2. A questo proposito c’è un passaggio poco commentato del discorso di investitura del nuovo Capo dello Stato che, invece, in controtendenza con il disimpegno in questo settore, cita testualmente la cooperazione ed i cooperanti come risorsa fondamentale per una rilancio del ruolo nazionale in Europa e nel mondo: «L’affermazione dei diritti di cittadinanza rappresenta il consolidamento del grande spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia. Le guerre, gli attentati, le persecuzioni politiche, etniche e religiose, la miseria e le carestie generano ingenti masse di profughi. Milioni di individui e famiglie in fuga dalle proprie case che cercano salvezza e futuro proprio nell’Europa del diritto e della democrazia. È questa un’emergenza umanitaria, grave e dolorosa, che deve vedere l’Unione Europea più attenta, impegnata e solidale. L’Italia ha fatto e sta facendo bene la sua parte e siamo grati a tutti i nostri operatori, ai vari livelli, per l’impegno generoso con cui fronteggiano questo drammatico esodo. A livello internazionale la meritoria e indispensabile azione di mantenimento della pace, che vede impegnati i nostri militari in tante missioni, deve essere consolidata con un’azione di ricostruzione politica, economica, sociale e culturale, senza la quale ogni sforzo è destinato a vanificarsi… Desidero rivolgere un pensiero ai civili impegnati, in zone spesso rischiose, nella preziosa opera di cooperazione e di aiuto allo sviluppo». Ecco allora, nelle parole del Capo dello Stato, la necessità programmatica di rilanciare un settore della politica estera che va rafforzato con convinzione e soprattutto con iniezioni di fondi all’altezza del ruolo che dovrebbe svolgere il nostro Paese. Noi auspichiamo certamente la ripresa di Mare Nostrum, l’apertura di corridoi umanitari che possano assicurare ai profughi una trasbordo sicuro dalle coste martoriare del nord Africa ai porti del Mediterraneo dove un sistema di accoglienza basato sul Diritto internazionale dei Diritti umani e di Asilo possa assicurare loro ciò che meritano. Ma questo quadro sarebbe monco se non si combinasse con una decisa ripresa delle azioni diplomatiche volte a ristabilire la pace nelle zone di guerra guerreggiata, ed anche di quelle a sostegno delle fragili pratiche di democrazia locali che comunque in questi Paesi ci sono e vivono anche di partenariato con la società civile europea. Per queste azioni c’è bisogni di fondi pubblici, di un rinnovato impegno politico degli Stati e Governi dei Paesi industrializzati, specie europei, che devono trovare le risorse per portare il loro Aiuto Pubblico allo Sviluppo alle percentuale concordate in sede di Nazioni Unite, cioè almeno allo 0,7 %, meno di un quarto di ciò che si spende correntemente per gli armamenti. Solo con queste modalità combinate il Mediterraneo potrà tornare ad essere realmente un Mare Nostrum cioè di tutti quelli che lo solcano in pace, senza diventate una tomba per molti di loro. newsPhoto_8885

intervista a “Il lupo ed il contadino” 10-2-2015

http://www.spreaker.com/user/radiohirundo/lc-laltalena-e-il-mondo-dei-simboli

mercoledì 11 libreria Le mots Milano

Il gioco e il sacro dalla grande Dea a Dionisio feb 11 @ 18:30 – 20:00 Il gioco e il sacro dalla grande Dea a Dionisio

 

Presentazione del libro di Raffaele K. Salinari, l’Altalena , Ed. Punto Rosso 2014

 

Partecipano con l’autore

Monica Lanfranco (Giornalista e Direttora Marea) Anita Sonego (Pres.essa Comm. Pari Opportunità Comune di Milano)

Al termine verrà offerto un piccolo aperitivo

 

 

Che senso ha scrivere una storia dell’altalena, richiamarne i significati sacri, gli usi visionari, le ascendenze mitologiche? In fondo è solo un gioco, un innocente passatempo per bambini che però, e qui sta l’arcano, mai lascia indifferenti, sempre turba l’anima in modo inspiegabile. Forse è perché viene da un tempo lontano, quando le distanze tra l’umano e il divino non erano, come oggi, incommensurabili, e quel gioco simboleggiava la loro congiunzione: una pratica estatica per rigenerarsi al cospetto della zōe. Nell’antica Grecia zōe significava Vita, senza nessuna caratterizzazione: esistenza incondizionata. E questa zōe, che non ha contorni e neppure definizioni, ha il suo sicuro opposto in thanatos, la morte. Ciò che in zōe risuona in modo certo e chiaro è «non morte»: qualcosa che non la lascia avvicinare a sé; da questo Bataille vedrà nell’erotismo l’affermazione della Vita sino dentro la morte. Agli albori della civilizzazione mediterranea governava il nostro mondo una sola Grande Dea: Lei rappresentava il culto universale. Era per Lei che ci si inebriava, ci si accoppiava. A Creta se ne cercava la visione balzando sull’altalena formata dalle corna del toro; altre movenze del corpo erano gesti sacri a Lei dedicati: danze, acrobazie, certe forme di prostituzione. Erede e testimone di questa primigenia spiritualità resterà, nella cultura greca e sino ai giorni nostri, Dioniso, il dio-archetipo della «vita indistruttibile»; emanazione trans-gender della Dea, egli solo manterrà nei secoli aperta la porta verso l’ebbrezza mistica che avvicina al vortice della Vita, dove Lei ancora intreccia la «trama nascosta» che unifica la realtà. E allora, se seguiamo il percorso che parte dalla taurocatapsia minoica sino alle altalene dei tarantolati, passando per l’incedere oscillante dei fedeli nelle processioni dei Misteri nel Sud d’Italia – dove ritroviamo la Madonna come figura epigona della Dea – per arrivare finalmente a simboli popolari più quotidiani, come i pendagli che oscillano dai nostri specchietti retrovisori, forse possiamo cogliere, anche in queste opache immagini odierne, un barbaglio della luce originaria che emana dal sacro.

Deg Herl al Brigata 36, ore 21 di sabato 7 febbraio via Riccione 4 Imola

Locandina A4